Benvenuti, viaggiatori del futuro! Siamo una classe di studenti, non esattamente profeti, ma sicuramente pieni di opinioni. Abbiamo deciso di scrivervi, non perché pensiamo di avere tutte le risposte, ma perché il presente è un casino e volevamo vedere se le cose migliorano (o peggiorano) per voi.
Queste lettere sono un tentativo di comunicare con un'epoca che non possiamo ancora immaginare. Cosa sarà del mondo? Quali sfide affronterete? E soprattutto, avrete ancora la pizza? Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo posti mentre scrivevamo. Speriamo che le nostre parole vi facciano sorridere, riflettere e magari, anche agire.
Questo progetto è nato da un'idea folle: cosa vorremmo dire a chi verrà dopo di noi? Consigli? Avvertimenti? Lamentele? Probabilmente un mix di tutto. Preparatevi a leggere le nostre speranze, le nostre paure e, soprattutto, le nostre sarcastiche osservazioni sulla vita.
Speriamo che le nostre parole vi facciano ridere, riflettere e, magari, evitare alcuni dei nostri errori. Se il futuro è roseo, beh, prego. Se è un disastro, almeno potrete dire: 'Ehi, quei ragazzi ce l'avevano detto!'. In ogni caso, buona lettura e in bocca al lupo... ne avrete bisogno.
Quindi, accomodatevi, prendete una tazza di caffè (o quello che bevete nel futuro) e immergetevi in queste pagine. Chissà, magari troverete una risposta alle vostre domande, o semplicemente un motivo per credere in un futuro migliore. E se trovate un errore di battitura, beh, perdonateci, sono solo errori umani (per ora).
08/04/2025
Caro cittadino del futuro,
In questo momento ho 13 anni.
molto probabilmente leggerai questa lettera nel 2100, quando io avrò 88 anni (se ci sarò ancora). Nel 2025, ci sono molte cose che per te potrebbero sembrare strane: per esempio, noi abbiamo appena iniziato a usare i libri digitali al computer, figuriamoci come saranno i libri nel 2100 — sempre che esistano ancora!
In quell’anno vorrei che fossero finalmente finite le guerre, le discriminazioni, il razzismo e tutte le ingiustizie. Vorrei anche che le strade di Ginosa, il mio paese, fossero migliori e più sicure.
Oggi, la metà delle persone sulla Terra è dipendente dal cellulare; posso solo immaginare come sarà nel 2100. Vorrei che l’inquinamento fosse scomparso, perché molte persone non rispettano l’ambiente: non raccolgono la carta, la gettano a terra per pigrizia, o peggio, la lasciano lì solo perché è stata buttata da qualcun altro.
Vorrei anche che l’Africa diventasse una terra più prospera, con acqua pulita, case, posti di lavoro, scuole e cibo per tutti. Purtroppo molti bambini lì muoiono per malattie gravi, fame e sete, e questo mi fa molta tristezza.
Vorrei sapere chi sarà il Sindaco nel 2100, perché nel 2025 abbiamo Vito Parisi.
So che non è importante quanto le altre cose, ma mi piacerebbe anche scoprire chi saranno le nuove leggende del calcio. Quest’anno ci sono Messi e Ronaldo, e mi chiedo chi saranno i loro futuri rivali.
Immagino che nel 2100 ci saranno tante cose fantastiche, come macchine volanti, robot e TV sospese nell’aria. Spero che le persone saranno meno aggressive rispetto ad oggi, perché purtroppo ci sono ancora molti omicidi. Vorrei che tutti fossero più consapevoli e rispettosi.
Sono sicuro che le auto nel 2100 saranno tutte elettriche e nessuna userà carburante, e spero che saranno molto sicure.
Vorrei sapere se nel calcio ci saranno nuove squadre, nuovi campionati o nuove coppe, oltre al Mondiale, alla Champions League, alla Millennium Cup, al Pallone d’Oro (che non è una coppa ma un trofeo) e allo scudetto. Sicuramente aggiungeranno tante novità.
Nel 2100 tutto sarà molto diverso, perché la nuova generazione sarà tre volte più intelligente di quella di oggi. Credo che i bambini appena nati cominceranno subito a parlare e scrivere!
Questa è la mia lettera a un cittadino del futuro e sono Michele Galante...
Ciao caro/a amico/a del futuro,
mi chiamo Francesca, ho 12 anni e sono nata nel 2012. Lo so, è passato tantissimo tempo da allora! Frequento la scuola di primo grado nel plesso Calò e vivo a Ginosa, un piccolo paesino con una gravina e la piazza più frequentata è Piazza Orologio, soprattutto il sabato sera.
Abbiamo anche il Mupa, un museo, e la biblioteca comunale, che sono i miei luoghi preferiti.
Ma non sono qui per parlarti di Ginosa, bensì della nostra società, che purtroppo sta andando sempre più in degrado.
Non so se te ne hanno parlato, ma in questi anni c’è stata la guerra in Ucraina. L’America ci sta inviando dazi, cioè tasse altissime: pensa che un caffè costa 6 euro! Molti hanno paura che questa situazione possa trasformarsi in una guerra vera e propria. Tu cosa sai a riguardo?
Adesso voglio raccontarti qualche curiosità su come si vive nel 2025. Non abbiamo molta tecnologia: la cosa più tecnologica che abbiamo fatto è costruire robot con i Lego, animati da un “cervello” a cui sono collegati dei cavi connessi al computer.
L’app più usata dai giovani è TikTok, non so se la conosci. Ci sono molti video e ragazzi che a volte prendono in giro qualcuno nei commenti, anche se ovviamente non tutti lo fanno. Gli adulti dicono che è un’app inutile, e anche io sono d’accordo, ma non conosco nessuno che non ce l’abbia.
Per divertirci usiamo anche altri giochi come Nintendo e PlayStation. I giochi più famosi sono Fortnite e Fifa: il primo è un gioco con molti combattimenti, il secondo parla di calcio.
I ragazzi sono molto appassionati di calcio anche nella vita reale. In edicola si trovano le figurine dei calciatori, e ad alcuni piace collezionarle negli album.
Invece alle ragazze piacciono la danza, la pallavolo, la ginnastica ritmica… però noi non collezioniamo figurine, mentre a chi piace leggere capita di collezionare tanti libri. Uno dei più famosi è Dammi mille baci di Tillie Cole, che ha fatto piangere tantissime persone. Un altro libro famoso è Fabbricante di lacrime, da cui è stato tratto un film su Netflix, una piattaforma molto conosciuta.
Uno degli autori horror più amati è Stephen King, che ha scritto libri come Joyland, La lunga marcia, IT e Il miglio verde, ma ne ha scritti molti altri. Non sto qui a elencarli tutti!
Penso che ora ti sia fatta un’idea della nostra società, ma aspetta ancora un po’, perché voglio parlarti della moda.
Non mi colpisce molto, perché molti ragazzi usano pantaloni lunghi e larghi che spesso arrivano sotto il sedere. Le maglie sono semplici, ma anche queste spesso molto larghe.
Le scarpe più famose sono quelle sportive, di marche come Nike, Jordan, Campus, Puma, Converse… Questo stile non piace a molte ragazze perché somiglia a quello dei carcerati americani, che indossavano vestiti larghi che tendevano a scendere.
Per le ragazze invece è un po’ diverso: noi usiamo magliette corte, larghe o strette, jeans neri o blu scuro, e ci piace spezzare con giacche e borse di colori scuri.
Il trucco varia da ragazza a ragazza: a me piace molto il lucidalabbra, il mascara e un po’ di ombretto. Ci sono molte marche famose, come Labello per i lucidalabbra e Sephora per tutto il resto, o Kiko che è usata soprattutto per i gloss, simili al lucidalabbra.
Caro/a amico/a del futuro, ora devo andare. Spero che questa lettera ti abbia fatto capire qualcosa della nostra società, anche se purtroppo è piena di litigi e femminicidi, quindi non è un posto bellissimo.
Ti saluto e ti auguro una buona vita.
Francesca Perrone
Caro Cittadino del Futuro,
Mi chiamo Giovanni Ranaldo, e oggi ho 13 anni. Mentre ti scrivo questa lettera, non posso fare a meno di chiedermi come sarà il nostro Pianeta tra una decina d'anni. Spero che, quando leggerai queste parole, il mondo sia un posto migliore di quello che conosciamo oggi.
Innanzitutto, la domanda che mi preme di più: la guerra esisterà ancora? Spero vivamente che i conflitti e le tensioni tra i paesi siano solo un ricordo e che tutte le nazioni abbiano finalmente trovato la pace. Immagino un futuro senza dazi e barriere, dove la collaborazione sia la norma.
Poi, l'inquinamento: saremo riusciti a sconfiggerlo? L'obiettivo per il 2030 sembra così ambizioso, e a volte mi chiedo se ce la faremo davvero. Spero tanto che tu possa dirmi che l'aria è pulita, i mari cristallini e la natura rigogliosa come dovrebbe essere.
E ora, la curiosità più grande: a che livello sarà arrivata la tecnologia? Avremo le macchine volanti che vediamo nei film di fantascienza? E i libri... saranno solo digitali? La mia mente vola anche a scenari più inquietanti: ci sarà una rivoluzione o addirittura una guerra tra androidi e umani? Immagino che l'intelligenza artificiale si sarà sviluppata a tal punto da renderli quasi indistinguibili da noi, e questo mi fa pensare a possibili conflitti.
A proposito di macchine volanti e navicelle spaziali, spero che grazie a loro avremo esplorato e magari anche colonizzato altri pianeti. Potrebbe essere la nostra salvezza in caso di nuove guerre o rivoluzioni sulla Terra... non si sa mai, è meglio essere previdenti!
Un'ultima domanda, più leggera ma non meno importante: come saranno gli sport nel futuro? Chi vincerà i prossimi mondiali, europei e campionati? E quali nuove discipline troveremo alle Olimpiadi? Spero che lo spirito di competizione leale e la passione per lo sport rimangano immutati.
In sintesi, caro amico del futuro, spero che in Europa, e in particolare in Italia, abbiate saputo affrontare le sfide legate alla giustizia, al cambiamento climatico e all'economia. La transizione ecologica ed energetica sarà fondamentale. Mi auguro che avrete trovato un equilibrio tra crescita economica, equità sociale e protezione dell'ambiente, costruendo un futuro veramente sostenibile.
Beh, caro cittadino del futuro, ci sentiremo più in là. Ma se non ci potremo incontrare, ricordati di me.
Con affetto,
Giovanni Ranaldo
Caro cittadino del futuro,
probabilmente non sei ancora nato, e quando leggerai questa lettera io sarò soltanto una povera vecchietta, se ancora sarò viva, che probabilmente non ricorderà nemmeno di averla scritta. Per tua informazione, mi chiamo Giulia e sono nata il 15/05/2012, quindi ho 13 anni.
Devi sapere che, oggettivamente, il mondo in cui vivo non è messo molto bene. Però io me la cavo, perché non abbiamo ancora subito pienamente le conseguenze delle scelte dei potenti del mio tempo: Donald Trump, Elon Musk e Vladimir Putin.
Ognuno di loro ha profondamente influenzato la società. Trump, per esempio, ha imposto dazi elevatissimi sulle merci. Elon Musk, che possiede l’ex Twitter, ora chiamato X, influenza molto il mondo dei social; è stato anche il primo a lanciare rifiuti nello spazio, visto che sulla Terra siamo sommersi dai rifiuti e ha deciso di “disturbare” anche l’universo. Putin, invece, ha causato un cambiamento enorme e negativo: la guerra.
A proposito di guerra, la odio profondamente e non capisco perché i capi di Stato, spesso responsabili di questi crimini, insistano nello scegliere la via sbagliata quando c’è un conflitto tra nazioni. Penso che non sia giusto costringere persone comuni a combattere tra loro, persone che, come noi, hanno una casa, una famiglia e una vita. Un esempio toccante è la canzone “Tango” di Tananai, ispirata alla storia di una madre ucraina costretta a separarsi dal marito per fuggire con i figli.
Un altro conflitto in corso è quello nella Striscia di Gaza, causato da un popolo che per anni è stato vittima di guerre e orrori come il genocidio: gli israeliti, in maggioranza ebrei, che dopo la Seconda Guerra Mondiale, senza una patria, sono tornati nella cosiddetta “Terra promessa”. Qui entra in gioco anche la religione, che da sempre è stata usata come pretesto per scatenare guerre. A volte mi chiedo se non sia stata inventata proprio per giustificare conflitti inutili.
Ultimamente ho la sensazione che l’ignoranza si stia diffondendo come una malattia contagiosa, e che sia la causa di molti dei nostri mali. Essa ci riporta indietro nel tempo, quando le donne non avevano diritti, la maggior parte delle persone veniva considerata spazzatura, e chi era diverso veniva escluso. In televisione si parla tanto di inclusione e parità di genere, ma spesso restano solo parole, mentre i fatti sono pochi. Solo in Italia, negli ultimi tempi, ci sono stati moltissimi femminicidi. Nonostante questo, non vedo un reale impegno da parte della società o dello Stato per prevenire queste tragedie. Cosa significa tutto ciò? Che la nostra società è immatura e non è stata educata a convivere pacificamente.
Tra tutti i problemi del mondo, ce n’è uno che mi preoccupa più di tutti: il cambiamento climatico. Dai libri di scuola e dalle notizie so che l’Unione Europea si sta impegnando per rendere tutti i paesi più sostenibili. Lo si nota anche nelle piccole cose: per esempio, nei bagni pubblici, gli asciugamani elettrici spesso usano aria fredda invece che calda, per risparmiare energia.
Caro cittadino del futuro, a questo punto vorrei dirti cosa spero per un mondo migliore.
Prima di tutto, vorrei che le persone non si lasciassero influenzare dai pregiudizi, e che invece di giudicare il “diverso” imparassero a conoscerlo davvero, per quello che è, e non per l’etichetta che gli viene data. Mi piacerebbe molto una società più libera, aperta, umana ed empatica. So che non esiste il bene senza il male, ma vorrei solo più umanità da parte di tutti.
Spero anche che il cambiamento climatico venga fermato, o almeno rallentato. E su questo, anche tu potrai fare la differenza. Ricorda che ognuno può scegliere di migliorare il mondo o di peggiorarlo. Sono certa che sceglierai la strada giusta. So che ci vorranno molti anni per azzerare i danni, ma spero che i futuri leader del mondo si prenderanno la responsabilità di riparare ciò che ora stiamo distruggendo.
Infine, desidero che il mondo sia un luogo di equilibrio e pace, forse grazie a un nuovo Lorenzo de’ Medici o a un forte desiderio collettivo di vivere insieme in armonia. Tutti dovrebbero avere diritti garantiti da una giustizia giusta e imparziale, che non guardi al potere o alla ricchezza, ma che protegga ogni essere umano allo stesso modo.
Caro cittadino del futuro, è arrivato il momento di salutarci. Ricordati sempre: “Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza!”
Con affetto,
Giulia Romano
Caro bambino del futuro,
mi chiamo Ivan Pizzulli e ho 12 anni. Nel 2100 avrò 88 anni, se ci sarò ancora. Vorrei raccontarti com’era la generazione ai miei tempi.
Le persone non erano ancora del tutto dipendenti dalla tecnologia, ma immagino che nel tuo futuro sarete forse un tutt’uno con i robot, o forse saranno loro a comandarvi. Spero però che la tecnologia venga usata meno, perché l’essere umano deve muoversi, interagire e lavorare in autonomia, senza dipendere completamente da macchine e dispositivi.
Purtroppo devo dirti che nel mio mondo ci sono ancora tante ingiustizie. I governanti non sono riusciti a fermare le guerre né a creare regole sociali che aiutino gli uomini a vivere in pace. Le ingiustizie si riflettono anche nelle differenze di genere: chi ha un orientamento sessuale diverso da quello considerato “normale” viene spesso discriminato, insultato e deriso. Non so se nel tuo tempo tutto questo sarà stato superato, ma me lo auguro davvero. Spero che tu abbia imparato che una persona non si giudica dal proprio orientamento sessuale, ma dalla sua anima e dalla capacità di amare senza distinzioni.
La mia società è molto basata sull’apparenza e sul denaro, che sembrano essere i valori principali per molti. È una continua gara a chi ha l’outfit più bello o l’iPhone più avanzato.
Immagino che la società in cui vivrai tu sia molto diversa, che abbia superato questi inutili pregiudizi e sappia valutare ogni persona per quello che è, con piena libertà. Spero anche che nel tuo tempo le discriminazioni razziali siano un ricordo del passato e che il colore della pelle non abbia più importanza: gli uomini, indipendentemente dal colore, siano semplicemente uomini.
Spero di essere ancora vivo quando leggerai questa lettera, così potremo stringerci la mano e abbracciarci.
Ciao bro'
Ivan Pizzulli
Ciao ragazzo del futuro,
Come stai? Ti scrivo da un tempo che, per te, sarà ormai lontano e forse dimenticato.
Mi chiedo spesso come sarà diventato il mondo in cui vivi.
La vostra società avrà reagito positivamente ai cambiamenti?
Avrete finalmente dato il giusto valore a quei principi fondamentali che, nel mio presente, sembrano ormai trascurati?
Sai, sono un ragazzo con un forte senso della giustizia, soprattutto nei rapporti tra le persone.
Per me, l’inclusione è una delle cose più belle e importanti che ogni essere umano dovrebbe sperimentare.
Che senso ha escludere qualcuno solo perché non condivide i tuoi interessi, non sa giocare come te o – ancora peggio – perché proviene da un altro paese?
Ci dimentichiamo troppo spesso che viviamo in una società che dovrebbe fondarsi sul rispetto reciproco e sul rispetto per l’ambiente.
Ecco, queste sono le mie preoccupazioni.
Spero che nel tuo mondo certe ingiustizie non esistano più.
Spero che l’ambiente venga finalmente rispettato e protetto, conservato nei suoi colori vivi e autentici.
E spero soprattutto che le persone abbiano imparato ad amarsi e a non escludere chi è diverso.
La diversità è qualcosa di meraviglioso, se solo impariamo a riconoscerne il valore unico.
Ah, quasi dimenticavo!
Mi chiamo Michele, ho dodici anni e vivo in un mondo che, troppe volte, sembra più sbagliato che giusto.
Ti saluto, ragazzo del futuro, con la speranza che nel tuo tempo siano il bene, la giustizia e il rispetto a guidare l’umanità — per le persone e per il nostro pianeta.
Tuo,
Michele
Caro cittadino del futuro,
quando leggerai questa lettera, probabilmente io non ci sarò più.
Ma spero con tutto il cuore che nella tua società siano stati ritrovati quei valori fondamentali che, oggi, nel 2025, sono spesso dimenticati o trascurati.
La nostra società è ancora fragile, attraversata da una crisi profonda e persistente.
Di solito, dopo una crisi, arriva una fase di crescita e rinnovamento… ma questa fase, purtroppo, la stiamo ancora aspettando.
Viviamo in un sistema instabile, specialmente per quanto riguarda la giustizia sociale, l’inclusione e la sostenibilità ambientale.
Temi essenziali, che dovrebbero essere la base per una vita dignitosa per tutti, ma che invece restano irrisolti.
Le disuguaglianze sociali sono troppe.
La povertà continua a essere un problema gravissimo, affrontato raramente in modo serio ed efficace.
La distanza tra chi possiede quasi tutto e chi non ha nemmeno un tetto sopra la testa è inaccettabile.
Questo squilibrio genera un senso di insicurezza, paura e rassegnazione per il futuro.
Anche la sostenibilità ambientale è una sfida urgente.
Stiamo cercando di costruire un futuro in cui l’industria limiti le emissioni nocive e promuova le energie rinnovabili.
Per questo sono stati fissati degli obiettivi globali (i Sustainable Development Goals) che abbracciano non solo l’ambiente, ma anche l’inclusione sociale e i diritti umani.
Sono obiettivi ambiziosi, ma necessari.
Il cambiamento passa attraverso l’impegno internazionale, politico, economico… ma anche attraverso le azioni quotidiane di ciascuno di noi.
Ogni gesto conta. Ogni scelta ha un peso.
Anche il tema dell’inclusione sociale è centrale.
In una società giusta, tutte le persone devono avere pari dignità e valore.
Includere non significa eliminare le differenze, ma accoglierle, valorizzarle, armonizzarle.
Purtroppo, ancora oggi, le differenze vengono usate per discriminare.
Questo atteggiamento genera una realtà piena di pregiudizi, stereotipi e false aspettative, che spesso isolano e feriscono.
Essere diversi non è una debolezza, ma una ricchezza.
Viviamo in una società sempre più eterogenea, e ogni voce merita di essere ascoltata.
Per questo, la parola “differenza” dovrebbe indicare l’unicità di ciascuno di noi, non la distanza tra le persone.
Spero, e soprattutto desidero, che quando arriverai tu, questi problemi siano solo un lontano ricordo.
Che la tua società sia più giusta, più umana, più consapevole.
Che tu possa vivere in un mondo dove ogni persona abbia il diritto di essere sé stessa, in un ambiente sano, equo e rispettoso.
Con speranza,
Una cittadina del 2025
Diletta Vavallo
Caro cittadino / cara cittadina del futuro,
non so chi sei, non so dove sei, ma ti immagino in un tempo lontano dal mio.
Un tempo in cui, spero con tutto il cuore, le cose siano migliori.
Io vivo in un mondo dove, troppo spesso, le persone si giudicano senza nemmeno conoscersi.
Dove chi è “diverso” viene messo da parte.
Dove molti si sentono soli, anche in mezzo alla folla.
E dove l’amore… a volte fa più male che bene.
Nel mio tempo, ci sono persone che giudicano troppo in fretta, che si odiano per delle sciocchezze, che si dimenticano di ascoltare davvero.
Ci sono guerre, litigi, silenzi.
C’è chi viene escluso solo perché non si adegua agli “standard”.
Eppure… ci sono anche sogni. Sogni che non si sono ancora realizzati.
Io sogno un mondo dove non conta il tuo aspetto, il tuo modo di parlare, la tua origine.
Un mondo dove nessuno ride di te se piangi.
Dove puoi essere fragile, e nessuno ti abbandona per questo.
Io, nel mio mondo, sogno ancora l’amore.
Quello vero, che ti aiuta anche quando cadi.
Ma purtroppo, oggi, ci sono ancora persone che muoiono “per amore”.
Solo che quello non è amore.
L’amore vero non uccide.
Non urla, non stringe i polsi, non ti fa tremare la voce o abbassare gli occhi.
Ciò che uccide è il bisogno di controllare, di dominare.
È la rabbia cieca, la gelosia malata.
È la paura di perdere il potere su chi vuole semplicemente essere libera.
Ci sono ancora troppi uomini che non accettano un “no”.
Che confondono l’amore con il possesso.
Che pensano che amare significhi avere, come se una persona fosse una cosa.
E quando lei trova il coraggio di dire “basta”,
quando finalmente sceglie sé stessa,
lui cambia.
Non è più l’uomo che diceva “ti amo”.
Diventa freddo, minaccioso…
E a volte, violento.
Fino a spezzare una vita.
Così nascono i femminicidi.
Da chi non ha mai imparato cos’è l’amore vero.
Da chi preferisce distruggere piuttosto che lasciar andare.
E mentre tutto questo accade, ogni giorno,
una donna non torna a casa.
Una madre. Una sorella. Una figlia. Un’amica.
Scompare nel silenzio o in un titolo di giornale.
Perché qualcuno ha scambiato l’amore per possesso.
Nel mio tempo, la gelosia è ancora considerata una “prova d’amore”.
“Se è geloso, vuol dire che ci tiene”, dicono.
Ma non è vero.
La vera prova d’amore è la libertà.
È la fiducia.
È il rispetto.
È guardare l’altra persona negli occhi e dirle:
“Se un giorno non mi amerai più, io ti lascerò andare. Perché ti voglio felice, anche senza di me.”
Io sogno un mondo dove nessuna donna debba più avere paura:
di amare,
di parlare,
di vivere.
Un mondo dove dire “non ti amo più” non significhi rischiare la vita.
Per cambiare tutto questo dobbiamo iniziare dai più piccoli.
Dobbiamo insegnare ai bambini che amare non vuol dire comandare.
Che nessuno è di nessuno.
Che dire “no” è un diritto, sempre.
E che chi ama davvero… ti lascia libero.
Dobbiamo insegnare alle bambine che il loro valore non dipende da come vengono guardate.
Che non devono mai avere paura di dire cosa provano, cosa vogliono e cosa non vogliono.
Che piangere non è debolezza.
Che parlare è coraggio.
E che se un giorno qualcuno le fa sentire sbagliate, piccole, spezzate…
allora non è amore.
Dobbiamo crescere esseri umani, non maschi forti e femmine silenziose.
Persone che sappiano ascoltare, rispettare, amare nel modo giusto.
Perché l’amore vero non fa male.
Non lascia lividi.
Non ti fa sentire in gabbia.
L’amore vero ti costruisce, non ti distrugge.
Io sogno un mondo così.
Un mondo dove le donne non abbiano paura.
Dove gli uomini non abbiano bisogno di urlare per sentirsi forti.
Dove l’amore sia quello che dovrebbe essere:
un posto sicuro, dove essere sé stessi senza paura.
Un luogo dove dire “ti amo” sia come dire:
“ti rispetto”.
E sogno anche un mondo dove la Terra venga amata davvero.
Non solo con le parole, ma con i gesti di ogni giorno.
Un mondo dove non si butta ciò che può ancora servire,
dove ogni albero è un respiro in più,
e ogni animale ha lo stesso valore della nostra vita.
Perché la Terra non ci appartiene:
siamo noi a vivere grazie a lei.
E troppo spesso ce ne dimentichiamo.
Sporchiamo, sprechiamo, distruggiamo…
come se tutto fosse eterno.
Come se la Terra potesse sopportare ogni colpo senza conseguenze.
Ma lei parla.
Parla con il caldo che fa male.
Con la pioggia che distrugge.
Con il ghiaccio che si scioglie e il mare che si ritira.
Abbiamo ancora tempo.
Ma non per sempre.
Serve rispetto,
serve amore,
serve attenzione.
Aiutare la Terra è anche aiutare chi verrà dopo di noi.
Io sogno un mondo dove i bambini possano giocare sull’erba vera,
respirare aria pulita,
guardare il cielo senza la paura del fumo.
Un mondo dove la natura non debba più difendersi da noi,
ma possa vivere insieme a noi, come un’amica.
Perché voler bene alla Terra
è il primo passo per volerci bene anche tra di noi
Noemi D’Aniello
Cara cittadina del futuro,
mi chiamo Flavia Costantino, sono nata il 27 gennaio 2013 in un paesino del Sud Italia: Ginosa. Mentre ti scrivo, siamo nel mese di aprile del 2025. Quando leggerai questa lettera, probabilmente sarò una vecchietta nella sua casetta in campagna a coltivare fiori… o forse non ci sarò più.
Chissà se nella tua società tutti saranno accettati, se tutti avranno la cittadinanza. Ma la vera domanda è:
“Esisterà una società fatta di giovani pieni di vita, pronti a tutto per difendere i propri ideali?”
La situazione oggi è un po’ complicata: vedo tanti ragazzi demotivati, poco interessati ai problemi del mondo.
Vorrei tanto che ogni persona che abita il mio Paese — e non solo, anche in altri continenti — possa avere le stesse opportunità e gli stessi diritti, senza distinzione di condizione, provenienza o religione.
Sarebbe bello se le differenze smettessero di dividerci e l’inclusione diventasse un tema importante anche per i politici. Politici capaci di trovare soluzioni concrete, senza litigare per sciocchezze, per migliorare la vita di chi ha già tante difficoltà.
Oggi purtroppo la giustizia sociale è ancora lontana. Penso, ad esempio, alla condizione delle donne. È vero, abbiamo fatto molti passi avanti: le donne oggi hanno un ruolo importante nella famiglia, nel lavoro, nella politica, ma la parità resta ancora un traguardo da raggiungere.
Troppe donne subiscono discriminazioni e violenze, spesso fino alla morte.
Vorrei che, nel tuo presente, i telegiornali non raccontassero più femminicidi, ma solo storie di donne rispettate, istruite, presenti in ogni settore della società, in Italia e in tutto il mondo.
Sogno una società futura in cui la sostenibilità ambientale sia una priorità per tutti i governi, in ogni continente, così che ogni bambino che nasce possa godere delle bellezze e delle risorse della natura.
Mi auguro che, nel 2100, chi nasce in Italia abbia diritto automatico alla cittadinanza, perché oggi si ottiene solo se almeno uno dei genitori è cittadino italiano.
Ah, sai una cosa? Noi usiamo ancora i libri cartacei. E voi? Sinceramente, non amo molto i libri digitali: preferisco quelli di carta, anche se ogni giorno mi distruggo la schiena per portarli a scuola!
Adoro il profumo delle pagine e il suono che fanno quando le sfoglio. Alcuni preferiscono i digitali, perché li hanno tutti in un solo dispositivo… ma non è la stessa cosa.
Spero tanto che nella tua società i valori fondamentali siano: giustizia, inclusione e rispetto per l’ambiente, per costruire un futuro più giusto e più umano per tutti.
Alla prossima,
Flavia Costantino
Ciao!
Mi chiamo Tommaso Cifone e oggi vorrei parlarvi di Ginosa, un posto speciale nel sud dell’Italia, ricco di storia, natura e avventura.
Molti anni fa, le persone che vivevano qui costruivano le loro case scavando nella roccia: si chiamano gravine, ed erano un’idea geniale perché permettevano di risparmiare spazio e tempo, sfruttando ciò che offriva la natura.
A Ginosa ci sono anche tanti monumenti storici. Per esempio, la Chiesa Madre, costruita nel 1554, e il Castello Normanno, risalente al 1080, che fu progettato proprio per difendere il paese da eventuali attacchi.
Ma Ginosa non è solo storia! È anche famosa per la buona cucina: qui si possono gustare piatti deliziosi come la pasta fresca fatta a mano e il pane cotto nel forno a legna. Spero che un giorno anche voi possiate assaggiare queste meraviglie!
Le gravine sono anche luoghi perfetti per esplorare e divertirsi. Io, ad esempio, ci andavo spesso in bicicletta o a piedi con i miei amici. Ci divertivamo tantissimo, scoprendo angoli nascosti e sentieri affascinanti.
Mi auguro che anche voi possiate visitare Ginosa e scoprirla in ogni suo dettaglio, perché è davvero un paese ricco di bellezze, di storia e di emozioni.
Un saluto da Ginosa!
Tommaso Cifone
Ginosa, 22/04/2025
Caro ragazzo / Cara ragazza del futuro,
mi chiamo Felisianna Catapano, ho 12 anni e ti sto scrivendo dal 2025. Probabilmente leggerai questa lettera quando io sarò ormai anziana… o magari non ci sarò più.
Ti starai chiedendo: “Perché questa lettera?”
Be’, devi sapere che qui a Ginosa (sempre se questo paesino si chiamerà ancora così), c’è bisogno di una vera “rinascita” culturale, ambientale e anche politica.
Le riflessioni che troverai in queste righe sono pensate per te, cittadino o cittadina del futuro, affinché tu possa migliorare il mondo in cui vivi, ma anche per confrontare il passato con il futuro.
Ti racconto un po’ del nostro presente…
In questo momento si percepisce una forte tensione mondiale, come se fosse alle porte una terza guerra mondiale.
Putin, presidente della Russia, sta continuando da anni la guerra per prendersi l’Ucraina. E, come se non bastasse, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Trump, il 3 aprile 2025 ha imposto dazi sull’Europa. In TV dicono che questa data verrà ricordata nei libri di storia.
Un altro evento che ha colpito il mondo cattolico è stata la morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025, pochi giorni dopo aver celebrato la Santa Pasqua. È tornato alla casa del Padre e ha lasciato un grande vuoto.
Ma ora vorrei parlarti di qualcosa di più vicino a me: Ginosa.
Purtroppo, il nostro paese ha ancora tanti problemi.
Per cominciare, la vigilanza è scarsa dove servirebbe davvero, mentre ci sono controlli inutili in altre zone.
Ci sono tanti edifici abbandonati, ormai “abitati” dai piccioni, e questo è assurdo se pensiamo che tante persone, anche straniere, non hanno una casa. Alcuni dormono in case mezze crollate nel paese vecchio, a rischio della vita.
Quegli edifici potrebbero essere recuperati e trasformati in case sicure oppure in cinema, centri ricreativi, luoghi per i giovani che qui mancano tanto.
Un altro problema è lo stato dei marciapiedi: molti sono rotti, storti, pieni di radici che li sollevano. Io stessa rischio spesso di cadere (sì, fa ridere… ma è vero!).
Non so se nel tuo tempo esisterà ancora, ma ti parlo anche della Zona ZTL: sinceramente la trovo inutile, perché le macchine ci sono comunque, eccome!
Spero che in futuro ci sia più pulizia anche nelle strade di campagna, dove alcune persone incivili buttano lavatrici, frigoriferi, vetro, plastica e persino ruote di auto. È uno spettacolo triste e vergognoso.
Anche le aree urbane sono spesso piene di erbacce: ci vorrebbe una bella potatura!
Sarebbe bello vedere un ambiente curato, verde, pulito e adatto a tutti.
Infine, una riflessione sulla giustizia sociale.
Come ho accennato prima, ci vuole più inclusione.
Anziani, disabili e immigrati hanno bisogno di cura, cibo e luoghi sicuri, dove possano vivere con dignità, alla pari con tutti gli altri. La società deve fare di più, deve impegnarsi davvero per non lasciare indietro nessuno.
Caro ragazzo o ragazza del futuro, spero che tu possa fare tesoro di ciò che ti ho scritto, e che il tuo mondo sia migliore, più giusto e più umano.
Con affetto,
Felisianna Catapano
Caro cittadino del futuro,
sono Giuseppe, un ragazzo di 12 anni.
Avrei un sacco di cose da chiederti, ma parto da una curiosità leggera: che moda avete nel 2100? Usate ancora i pantaloni "baggy" oppure vanno di moda quei jeans strettissimi che sembrano fatti apposta per sembrare sterili?
Si indossano ancora le famose Nike TN? E... esistono ancora i cosiddetti maranza?
I marchi più popolari sono ancora Nike e Adidas, o nel frattempo sono nati nuovi brand che hanno cambiato tutto?
Poi, dimmi la verità: Elon Musk è riuscito a vivere su Marte oppure il suo progetto è fallito miseramente?
Parlando di sostenibilità ambientale, già oggi se ne parla tanto, quindi immagino che nel tuo tempo il clima sia ancora più strano e imprevedibile.
Io mi immagino una tecnologia molto avanzata, tipo un cassonetto unico e intelligente che separa automaticamente plastica, vetro, umido e carta. Sarebbe più comodo, meno ingombrante e sicuramente meno faticoso dei bidoni divisi!
Una cosa che desidero molto, alla mia età, è trovare un vero equilibrio tra studio e sport, che spesso manca. Prendiamo ad esempio il calcio, lo sport più praticato al mondo: tanti giocatori diventano famosi, ma molti sono ignoranti, perché non c’è spazio per studiare.
Vivo in un’epoca in cui la tecnologia ci invade, tanto che facciamo fatica a guardarci in faccia senza distrarci.
Un’epoca in cui le nazionalità diverse diventano barriere, invece di essere ponti per conoscersi.
Spero che nel 2100 le nazioni non siano più confini, ma storie da raccontare, e che ognuno possa sentirsi a casa ovunque.
Vorrei che il lavoro non fosse più una prigione, ma qualcosa che dia dignità e tempo per vivere.
Vorrei che la tecnologia ci restituisse tempo, invece di rubarcelo.
Sogno una scuola nuova, che si basi su empatia, emozioni e consapevolezza, e non quelle attuali che spesso ci trasformano in robot programmati.
Sogno un mondo senza hikikomori, un mondo di persone libere di piangere senza vergogna, di pensare, parlare, esprimersi senza paura.
E adesso, parliamo della Terra, della nostra povera Terra.
L’abbiamo ferita, consumata, trattata come se fosse infinita.
Spero che voi abbiate imparato ad ascoltarla e proteggerla.
Se leggerai queste parole, sappi una cosa:
non abbiamo smesso di lottare. Anche quando tutto sembrava perduto, qualcuno sognava ancora una rivoluzione:
UNA RIVOLUZIONE CHIAMATA UMANITÀ.
Giuseppe Calabria
22/04/2025
Caro cittadino del futuro,
ciao, sono Simone, un ragazzino di 13 anni e vivo a Ginosa, un paese ricco di storia e cultura. Siamo dunque nel 2025 e oggi il mio paese si presenta molto poco valorizzato. Abbiamo la parte più antica del paese, con un Castello bellissimo dove sotto c’è una gravina spettacolare, qui possiamo trovare caverne e chiese scavate nella roccia, all’interno del quale ci sono affreschi che testimoniano l’importanza della storia della nostra città. Molte volte sono stato con mio padre a visitarle e mi sono reso conto che tutto questo è difficilmente accessibile, perché sempre in ristrutturazione o deturpato da “noi” con immondizia e vandalismo. Quindi mi piacerebbe che “tu” “voi” cittadini del futuro siate più civili e impariate meglio ad apprezzare, conservare e tramandare ancora la nostra storia. Vorrei ci fossero più percorsi per accedervi a piedi o in bici, perché così si svilupperebbe di più il turismo e il “mio” paese crescerebbe di più. Anche gli spazi verdi ci sono, ma quasi sempre abbandonati a se stessi, pieni di cartacce ed erba che quasi non si distinguono dagli alberi. Sarebbe bello qui vedere dei parchi attrezzati con piste ciclabili, giochi per bambini, fontane e tanti alberi pieni di fiori, dove famiglie e ragazzi possono leggere libri sul prato e guardare bambini che corrono felici e si divertono in sicurezza, mentre i genitori si rilassano, perché no! A volte penso che anche le istituzioni non aiutano il “nostro” paese o fanno molto poco, quindi sta a noi cittadini capire i comportamenti giusti da assumere e far sì che ognuno di noi rispetti l’ambiente anche semplicemente non buttando cicche e cartacce a terra ma negli appositi cestini. In conclusione mi auguro che “tu” un giorno possa godere al meglio della bellezza del nostro paese, camminando liberamente a “piedi nudi” senza timore di calpestare una “cacca” di cane e respirare solo profumi della natura e no “fumi” di auto inquinanti e quant’altro.
Ti saluto con la speranza che ciò realmente diventi realtà
Ciao Simone
Ciao, mi chiamo Andrea.
Ti sto scrivendo dal 2025. Purtroppo, la nostra società non è molto unita: ci sono presidenti che preferiscono fare la guerra invece di investire il denaro nella cultura o costruire case per i senzatetto.
Vorrei farti una domanda: nel tuo tempo, chi è il presidente del mondo? I cittadini vivono in armonia oppure sono ancora tutti contro tutti?
Probabilmente, quando leggerai questa lettera, io non ci sarò più… oppure sarò molto anziano o in fin di vita.
Vivo in una città che si chiama Ginosa. Mi chiedo: cambierà qualcosa nel tempo? Oppure rimarrà così com’è oggi?
Nella mia città vivono molte persone straniere, e questo mi fa venire in mente un’altra domanda: sei italiano?
Nel futuro a Ginosa ci saranno più persone italiane o straniere?
Secondo me, il futuro potrebbe essere peggiore del passato. Una volta si usava meno la tecnologia, si scriveva ancora con le penne a inchiostro... anche se, chissà, magari nel tuo tempo esisteranno penne 3D! Questa, ovviamente, è solo una mia ipotesi.
Ancora oggi, in alcune zone, l’aria è inquinata da fumi tossici che non fanno bene alla salute. Spero che, se leggerai questa lettera, potrai dire al sindaco di costruire le case più lontano da quelle fonti di inquinamento.
Io sogno una società unita, senza guerre, senza ladri, senza droga. Un mondo migliore per tutti.
È stato bello scriverti.
Ciao!
Andrea Bitetti
Caro cittadino del futuro,
ti scrivo dal 2025. Qui, nel mio presente, il mondo è bello… ma anche ferito. Ci sono tante cose che non vanno, e ti scrivo con la speranza che voi, nel futuro, abbiate trovato soluzioni migliori.
Vivo in un tempo in cui, purtroppo, ci sono ancora guerre, persone che si fanno del male, che si odiano per motivi che spesso non comprendo. Guerre tra Paesi, tra popoli… e a volte anche all’interno delle famiglie.
Le guerre portano solo dolore: distruggono le città, dividono le persone, tolgono la voglia di vivere.
Quando c’è una guerra, nessuno vince davvero. Tutti perdono qualcosa: una persona cara, la casa, la pace, la speranza.
Spero che nel tuo tempo le guerre non esistano più. Che le persone abbiano imparato a parlarsi, ad ascoltarsi, a trovare soluzioni senza usare la violenza. Che la pace non sia solo una parola scritta sui muri o cantata nelle canzoni, ma una realtà vissuta ogni giorno.
Spero che nel tuo futuro i soldi non vengano più spesi per le armi, ma per costruire scuole, ospedali, parchi, biblioteche. Un mondo in cui, invece di combattere, le persone si aiutano, si rispettano, si stringono la mano.
A te, che vivi nel futuro, chiedo questo: difendi la pace! Non permettere che torni la guerra. Insegna agli altri che si può essere forti anche senza combattere.
La nostra società è ancora piena di disuguaglianze. C’è chi ha troppo e chi non ha niente. Ci sono bambini che non possono andare a scuola, famiglie senza una casa, persone che lavorano duramente e guadagnano poco. Nel frattempo, altri vivono nel lusso, senza preoccuparsi degli altri. Questo non è giusto. Ogni persona dovrebbe avere le stesse possibilità, gli stessi diritti e lo stesso rispetto.
Spero che nel tuo tempo la giustizia non sia solo una bella parola, ma una realtà concreta. Vorrei che le regole servissero davvero a proteggere i più deboli e a dare a tutti le stesse opportunità.
Purtroppo, anche il nostro pianeta sta soffrendo. I ghiacciai si sciolgono, gli animali scompaiono, l’aria è inquinata e i mari sono pieni di plastica. A volte sembra che l’uomo pensi solo a sé stesso, senza rendersi conto che sta distruggendo la Terra, la nostra unica casa.
Ci sono incendi, alluvioni, siccità… eventi che prima erano rari e ora accadono sempre più spesso. È come se la natura stesse cercando di dirci che abbiamo superato il limite.
Vorrei un mondo in cui l’ambiente venga rispettato ogni giorno. Dove gli alberi vengano piantati, non tagliati. Dove l’aria sia pulita, i mari pieni di pesci e non di plastica.
Spero che voi, nel futuro, abbiate imparato a usare bene le risorse della Terra, senza sprecarle, e che l’energia venga dal sole, dal vento e dall’acqua.
Nonostante tutto, io voglio credere e sperare.
Spero che nel tuo tempo le cose siano cambiate.
Che abbiate capito quanto sia importante vivere in equilibrio con la natura, senza sfruttarla. Che abbiate imparato a usare l’energia pulita, a ridurre gli sprechi, a proteggere gli animali e a piantare nuovi alberi.
Spero anche che la società sia diventata più giusta. Che nessuno venga più escluso per il colore della pelle, per le sue origini o per le sue idee. Che tutti possano studiare, curarsi, lavorare, avere una casa e sentirsi uguali.
E, soprattutto, spero che abbiate compreso quanto sono importanti i valori umani: il rispetto, l’aiuto reciproco, l’ascolto, l’amicizia.
Perché il vero cambiamento parte da lì: da come trattiamo gli altri ogni giorno.
A te, che vivi in un tempo che io non conosco, lascio questa speranza:
fate meglio di noi.
Amate la Terra, rispettate le persone, costruite un mondo dove nessuno venga lasciato indietro.
Un ragazzo del passato
P.S. Scusateci se vi lasciamo il mondo in questo stato. Spero che sappiate fare meglio di noi!
Antonio Calabrese
Queste lettere sono state scritte dagli studenti della classe 2A della Sc. Secondaria di I gr del Plesso Calò - I.C. "Calò-Deledda-Bosco", un gruppo di giovani menti brillanti (e un po' pazze) con un'immaginazione senza limiti. Non chiedeteci come hanno fatto a spedirle nel futuro, è un segreto!
Perché il presente è un casino! Scherzi a parte, volevamo condividere le nostre speranze, paure e sogni con chi verrà dopo di noi. Magari, tra qualche anno, qualcuno si farà una risata leggendo le nostre profezie (speriamo non troppo sbagliate).
Speriamo di non essere dimenticati! E magari, di ispirare qualcuno a fare del mondo un posto migliore. O almeno, a non fare gli stessi errori che abbiamo fatto noi. Tipo, fidarsi dei politici.
Basta cliccare sui link qui sopra! Ma attenzione, alcune lettere potrebbero contenere spoiler sul futuro. Non dite che non vi avevamo avvertito! E se trovate errori di grammatica, non prendetevela con noi, eravamo solo studenti.
Certo che puoi! Il futuro ha bisogno di tutte le voci possibili. Prendi carta e penna (o apri un editor di testo, se sei un tipo moderno) e scrivi la tua lettera. Poi, spediscila... beh, non sappiamo come, ma fai del tuo meglio!